lunedì 25 giugno 2018

Sono stato al mare.
Era un giorno ventoso
E si camminava sulla spiaggia
Riflettendo.
Era così rilassante
Coi piedi dolcemente
Immersi sulla morbida battigia
Fantasticare sulla vita passata
E futura.
Era un giorno di libertà
Tra sconosciuti che
Faticavano ad esporsi al sole
Muovendosi come
Grassi e buffi girasoli.
Attendi al ristorante
Il piatto pieno di fritti
Sorseggiando un bicchiere di vino.
Si fa poi una passeggiata
Tra famiglie in passeggino
E altri bimbi coi loro giocattoli
E riguardo il mare
Che all'orizzonte e' attraversato
Da sconosciute barche e
Ti domandi dove vanno.
Ti posi ora su di una panchina
All'ombra di discreti pini
E inizi a dormire.
Che bello il mare che e'.

domenica 24 giugno 2018

Di notte 
il pensiero
sorge poetico
naturalmente.
Spesso s'accompagna
ai sogni
e ti conduce 
su strade inesplorate
abitate da fiori parlanti
alti come alberi
e da statue che passeggiano
tranquillamente
negli splendidi
giardini dei loro ricchi
e nobili proprietari.
Tutto e' meraviglioso
ed incantato
fino a che
i primi raggi del sole
lo dissolvono.
L'ultimo uomo
all'ultima donna
dirà:
Dopo di noi
regnerà il silenzio
e di tutto quello
che in migliaia di anni
I nostri antenati
hanno prodotto
rimarranno carte e monumenti
che si perderanno
anch'essi nell'oblio.
Abbracciamoci
per l'ultima volta
sarà l'ultima cosa
che il nostro pianeta
ha visto:
il nostro amore.
Ma se una nave con 100 persone non viene accolta nei nostri porti e affonda?
Di chi e' la colpa?
Ma se un Rom viene picchiato a morte da giovani rasati, di chi e' la colpa?
Se un immigrato che chiede l'elemosina
viene arso vivo,
di chi e' la colpa?
Chi infiamma
la violenza
può ritirare
la sua mano assassina
e fingere di nulla?
Come mai tutta questa nebbia?
Questo buio improvviso
che incute paure irrazionali
chi l'ha creato.
Siamo giunti
di nuovo al rogo
dei libri
e c'è chi ridacchia
negandolo
mentre Awscwhivt
riapre il suo funereo
portone
dividendo i bambini dalle mamme.
E' morta l'umanità
e nessuno vuole accorgersene.