mercoledì 26 luglio 2017

Io c'ero quella volta, purtroppo.
Stavo con la mia famiglia
a dormire.
D'un tratto
ci cadde addosso
tutto e di tutto.
Soltanto uno di noi
si salvò.
Morimmo tutti.
Non fu il terremoto
ad ucciderci
ma una bomba
lanciata da un aereo
che in futuro
si chiamerà alleato.
Ero piccolo
ed avevo con me
i miei giocattoli
e mamma e papà.
Ci rialzammo
come anime
e vedemmo
tutta quella polvere
e tutte quelle macerie,
la gente che scappava
dappertutto impaurita.
Qualche volta
come anima
e con grande nostalgia
giro solitario
tra le antiche vie
e mi accorgo tra i discorsi
della gente
che qualcuno
parla della guerra
e dice che ce ne vorrebbe non una ma tante.
Se potessi
farmi ascoltare
da quei stolti la'
cosa vuol dire
la guerra.
La morte mia e della mia famiglia
non se la ricorda proprio piu' nessuno?
Siamo morti invano?
Eppure non meritavamo neanche noi
di morire
come gli altri,
io volevo ancora giocare
e crescere come
qualsiasi altro bambino.
Vergognatevi
quando parlate della guerra
del fascismo
e del nazismo,
non sapete di cosa si parla,
fatelo almeno nel rispetto della mia
famiglia e di me.

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